XPDays: il workshop su Host Leadership

La scorsa settimana Marco Calzolari ed io eravamo alla conferenza XP Days Benelux e abbiamo presentato il nostro workshop su Host Leadership.

XP Days Benelux è una delle conferenze più interessanti nel panorama europeo: organizzata da una delle comunità più evolute nel campo dell’agilità, è il posto ideale per presentare temi innovativi, tanto che è una delle mi preferite e che da anni è uno dei miei appuntamenti fissi.

Il tema che abbiamo portato quest’anno è relativo al modo di fare leadership: in agilità tutti noi conosciamo il termine Servant leadership come metafora di base per ScrumMasters e Product Owners. Il problema che noto nell’educare nuovi leaders è che tale metafora presenta spesso problemi non da poco nell’implementazione. Ho visto ScrumMasters dover gestire un team altamente disfunzionale e rimanere bloccati perché “il team deve decidere”, quando era ovviamente chiaro che il team non avrebbe deciso.

La metafora del Servant Leader funziona molto bene con un numero limitato di team, dove le dinamiche che si formano nel suo interno sono una spinta sufficiente verso la consegna del prodotto e verso il miglioramento continuo dei processi di sviluppo. Nella mia esperienza questo avviene naturalmente in un una percentuale molto bassa, probabilmente meno del 10% dei team.

C’è qualcosa di meglio a disposizione? Un paio di anni fa sono venuto a conoscenza di una nuova metafora di leadership proposta da Marc McKergow: la Host Leadership.

Provate a pensare di essere gli organizzatori di un party. Come tali avete dei doveri: creare un’ambiente che funziona (spazi, catering, musica, …), invitare le persone giuste, …, ma, allo stesso tempo, avete anche dei diritti: se qualcuno molesta gli altri ospiti avete tutto il diritto di buttarlo fuori dalla vostra festa.

Essere il leader di un party di questo tipo richiede un bilanciamento tra diritti e doveri: se siete troppo rigorosi nel far valere i vostri diritti, al prossimo party non si presenterà nessuno, se siete solo al servizio degli invitati non sarà un party funzionale ai vostri obbiettivi. In generale, quindi, un party funziona perché il sistema organizzatore-ospiti funziona secondo certe regole che sono magari flessibili e contestuali, ma condivise da entrambi, sia pure in maniera implicita.

Come leader in un’organizzazione il ragionamento non è molto diverso: il vostro compito è quello di creare un party funzionante, dove le persone che partecipano alla festa – il team e gli stakeholder coinvolti – hanno le condizioni necessarie per operare (cosa sono catering, musica, … in questo caso? Come lo traducete?) e creano un sistema altamente funzionante che è un grado di raggiungere i suoi obbiettivi facilmente.

Nel workshop abbiamo lavorato con gli elementi fondamentali della metafora dell’Host per capire come si mappano nella realtà lavorativa: ogni gruppo ha scelto una figura professionale all’interno dell’organizzazione agile e ha discusso i sei ruoli e le quattro posizioni descritte nel libro “Host” di Marc McKergow e Helen Bailey, ottenendo così una sorta di matrice di 24 possibili modi di operare dell’Host.

Alla fine del workshop in molti hanno apprezzato la contestualizzazione del ruolo di leadership che una tale struttura permette: pur essendo “soltanto” una metafora, Host Leadership permette di ragionare sulla leadership in modo molto concreto e propositivo, dando nuove opzioni per gestire teams e organizzazioni.