Agiletalk con Giulio

In questa puntata di AgileTalk, facciamo una chiacchierata Giulio Roggero coach del team di AgileReload.

MR.Agile – La prima cosa che vorrei chiedere a Giulio è di presentarsi ai nostri lettori, in modo da capire qual è il suo ruolo all’interno di AgileReloaded.

Giulio – Mi piace sperimentare le pratiche e i concetti che porto nelle aziende in cui lavoro come coach. Ho la fortuna di poter applicare in Intré, di cui sono partner, e in MakeItApp, di cui sono co-fondatore, molte tecniche agili valutandone pro e contro. Questo mi ha portato a capire che per poter generare un cambiamento in grandi aziende c’è bisogno di una massa critica di persone che credono nei valori e nei principi agili. E per farlo c’è bisogno di un volano di una certa dimensione.

MR.Agile – Buona parte del merito della nascita di AR è dovuta a te. Ti va di raccontarci come siete arrivati alla costituzione di questo gruppo? Quando siete partiti? come si è costituto il team?

Giullo –  Per mettere in modo questo volano all’Italian Agile Day del 2013 incontrai diversi coach Italiani e gli proposi di mettersi insieme e di lavorare sotto il marchio Agile Reloaded con l’obiettivo di diffondere la cultura agile nelle aziende convivendo esperienze ed aiutandosi a vicenda. L’idea piacque ed iniziammo a condividere le esperienze e il metodo di lavoro. Con il tempo il team è diventato sempre più coeso fino a quando abbiamo siglato il nostro accordo convergendo in Agile Reloaded Srl.

MR.Agile – Qual è la missione di AR? Qual è il tipo di lavoro che svolgete? Che tipo di supporto date ai vostri clienti?

Giulio –  La nostra missione è facilitare il lavoro delle persone nelle aziende italiane. Ci piace lavorare con i team, i manager e gli executive per creare opportunità di miglioramento sia a livello di business sia a livello di ecosistema lavorativo. I nostri Clienti ci chiamano per sbloccare situazioni stagnanti dove le attività si accumulano sempre di più, il time to market è sempre più lento e le persone non sono contente del lavoro che svolgono. Noi portiamo motivazione, voglia di cambiare e supporto al cambiamento. Affianchiamo le persone in questa percorso e le rendiamo autonome per procedere con le loro gambe una volta avviata la transizione.

MR.Agile – Adesso torniamo un po’ a parlare meglio di te per farti conoscere ai nostri lettori. Ti andrebbe di raccontarci della tua visione del mondo? Cosa è per te agile?

Giulio – Agile per me è costruire il prodotto intorno all’utente finale senza dimenticarsi degli aspetti economici. E’ un approccio al lavoro che rende il team più felice e motivato, il cliente più consapevole delle cose che sta pagando e il suo business maggiormente profittevole. Sono convinto che facendo crescere le persone e dando loro la possibilità di esprimersi si possono realizzare prodotti di valore e innovativi.

MR.Agile – Bello! Volendo andare un passo indietro, come sei arrivato ad abbracciare le filosofie agili? Cosa ti ha affascinato di questo paradigma?

Giulio – Ci sono arrivato per necessità nel 2005-2006. Dovendo gestire progetti complessi la cui tecnologia era ancora in fase embrionale bisognava andare per iterazione successive. Cosa meglio di Scrum poteva essere adatto allo scopo? Da quel momento  mi sono incuriosito e ho studiato e sperimentato fino ad arrivare al 2009 dove ho iniziato a portare questi concetti anche nelle aziende cliente. Di questo paradigma mi ha affascinato quanto l’agilità valorizzi le persone sia come individui sia come team. Rende le cose frizzanti, divertenti, appassionanti e coinvolgenti.

MR.Agile – Vorrei concludere con una domanda un po’ strana da fare a un agilista. Sappiamo che a noi agilisti non piace fare previsioni quando  non si hanno informazioni a sufficienza per poter decidere o valutare. Vorrei comunque avere il tuo parere: cosa ti aspetti che possa succedere nel mondo Agile nei prossimi tempi? Cambierà qualcosa nel suo DNA? Cambierà il modo di intenderlo? Cosa dobbiamo aspettarci dalle aziende italiane nei confronti di questa metodologia?

Giulio –  Mi aspetto che Agile passi di moda come parola e si guardi oltre. Penso che fra un paio d’anni i valori e principi descritti nell’Agile Manifesto diventino parte integrale dei valori di molti team e aziende e che questo movimento non sia più un movimento d’avanguardia ma che sia la base di partenza per esplorare nuovi e ancora più efficaci modi di lavorare. Le aziende italiane sono piene di creatività, dinamismo e persone motivate. Bisogna solo liberarle dal giogo di processi e strumenti che controllano le persone senza aggiungere valore stando comunque attenti a garantire una governance e dei business profittevoli. Sono convinto che questo sia possibile, bisogna avere il coraggio di provare e dare fiducia alle persone.

MR.Agile – Infine: sei uno scrummer o un kanban-man?

Giulio –  Sono agile, mi basta 🙂