Agile Business Day 2016

Sabato 17 settembre abbiamo partecipato al primo Agile Business Day, una nuova iniziativa dedicata in particolare ai manager delle grandi aziende e delle pubbliche amministrazioni. Vi raccontiamo qualche nostra impressione.

Agile e Business si incontrano

La conferenza “Agile Business Day” è una nuova iniziativa ideata da un gruppo di appassionati professionisti (Michele Budri, Fabio Delaiti, Andrea Provaglio, Giovanni Vaia) in collaborazione con l’associazione non-profit Italian Agile Movement e con i partner organizzativi Digital Enterprise Lab, Università Ca’ Foscari – Dipartimento di Management, UX Book Club.

abd16

 

L’idea che ha spinto gli organizzatori a creare Agile Business Day (#ABD16) è al tempo stesso semplice e ambiziosa: i benefici di business di un approccio Agile iniziano a farsi largo anche in contesti quali le grandi aziende e la Pubblica Amministrazione e occorre presentare a manager e responsabili del mondo “corporate” i principi e i processi dell’Agilità.

Il keynote del mattino in "sessione plenaria".
Il keynote del mattino in “sessione plenaria”.

 

La struttura di #ABD16

La giornata si è svolta nel campus San Giobbe dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, secondo un fitto programma: keynote plenari del mattino e del pomeriggio, seguiti da  9 presentazioni al mattino e 9 al pomeriggio (tre talk in contemporanea  in tre aule diverse); a questi si sono aggiunti 3 workshop da due ore al mattino e 3 al pomerggio che si svolgevano in parallelo alle presentazioni. Chiaro che, con un programma del genere, i numerosi partecipanti abbiano potuto cercare l’argomento che più li interessava…

Un programma molto fitto, saggiamente riportato sul badge insieme alla mappa della struttura che ci ha ospitato.
Un programma molto fitto, saggiamente riportato sul badge insieme alla mappa della struttura che ci ha ospitato.

Sul piano pratico, hanno aiutato molto la collocazione a Venezia, in una struttura funzionale, e in una giornata piacevolmente estiva, nonché il lavoro prezioso del gruppo di volontari che ha fornito informazioni, gestito le aule, e così via: ricordiamo che #ABD16 è stato un evento gratuito.

Il lavoro infaticabile dello staff ha contribuito alla positiva riuscita della giornata.
Il lavoro infaticabile dello staff ha contribuito alla positiva riuscita della giornata.

 

Cosa siamo andati a fare?

Come Agile Reloaded, abbiamo avuto la possibilità di presentare una serie di interventi, cercando di dare un contributo di esperienza su tematiche articolate.

I tre talk presentati in contemporanea al pomeriggio dai nostri Fabio, Marco e Giulio.
I tre talk presentati in contemporanea al pomeriggio dai nostri Fabio, Marco e Giulio.

Giulio Roggero è partito, nel suo talk, dalla considerazione che i sistemi informativi rispecchiano l’architettura e che questa mutua influenza vale anche in senso contrario. Pertanto, la  trasformazione agile di un’organizzazione che non trasformi al contempo i sistemi legacy porta inevitabilmente a un… Waterfall 2.0. Per questo i feature teams sono favoriti da una riorganizzazione a microservizi indipendeti e veritcal.

Fabio Ghislandi ha parlato di stili di leadership “tradizionali” e innovativi mettendo in luce certe caratteristiche ricorrenti riscontrate nell’atteggiamento e nella pratica dei manager. Riflettendo sulle figure che ha incontrato nel corso di numerosi processi di adozione di Agile all’interno delle aziende, ha individuato alcuni elementi che contraddistinguono una leadership realistica e fattiva, in grado di condurre positivamente in porto una transizione agile.

Stili di leadership e tipologie di manager nell'intervento di Fabio Ghislandi
Stili di leadership e tipologie di manager nell’intervento di Fabio Ghislandi

Come facciamo a capire se un progetto è diventato un “morto vivente”? Marco Calzolari ha affrontato nel suo talk questo tema “sensibile” e poco esplorato, analizzando gli indicatori che ci consentono una diagnosi, i costi reali della terminazione di tali progetti, gli “strumenti” a disposizione per  decretare la morte di un progetto e, infine, anche come affrontare il “lutto” derivante da tale decesso.

Giovanni Puliti ha svolto un workshop per presentare il concetto di antifragile, ossia la qualità di un sistema che riesce addirittura a migliorare in contesti dominati dall’incertezza. In che modo è possibile portare un’organizzazione a diventare antifragile?

Anche un workshop tra le nostre proposte: Giovanni ha affrontato il concetto di "antifragile".
Anche un workshop tra le nostre proposte: Giovanni ha affrontato il concetto di “antifragile”.

 

Molti interventi, tematiche ricorrenti

Ma, ovviamente, non siamo andati solo a presentare le nostre riflessioni. Ci ha fatto piacere assistere a molti talk e riscontrare come certe tematiche siano state ricorrenti, seppur declinate con sfumature diverse, derivanti dalle specifiche esperienze personali e professionali.

Si è parlato anche di Management 3.0 e delle idee di Jurgen Appelo.
Si è parlato anche di Management 3.0 e delle idee di Jurgen Appelo.

Da quanto abbiamo visto, alcuni interventi si sono concretizzati nel racconto di una o più esperienze fatte, semplicemente messe a disposizione del pubblico per “pensarci su”; altri hanno proposto soluzioni — metodologiche o tecnologiche — che hanno funzionato in contesti reali; altri ancora hanno tentato una riflessione ad alto livello su ciò che sta succedendo nel rapporto tra sistema di produzione “tradizionale” e principi / metodologie di matrice Lean / Agile.

 

Business for punks

Riprendiamo il titolo di uno dei talk più divertenti, a sua volta ripreso dal titolo di un libro che parla di un’impresa di successo nata su presupposti tutt’altro che tradizionali: ebbene, una costante degli interventi più direttamente legati ai modelli di business è che ormai svariate realtà mostrano come si possa fare business in maniera “laterale” rispetto alle regole standard degli affari.

E questo vale per startup e aziende di piccole dimensioni, ma può funzionare anche per realtà enterprise, a patto di comprendere realmente certi modelli e farli crescere nella cultura aziendale.

 

Strumenti validi

Altro tema ricorrente è stato il riferimento ad alcuni “strumenti” ormai rodati che vanno di pari passo con la possibilità di favorire una reale “agilizzazione” delle aziende.

Sul piano tecnologico, a varie riprese, sia nel keynote del mattino che nei talk, si è fatto riferimento all’importanza di tecnologie quali i microservices e i container per sostenere anche il cambiamento organizzativo delle aziende, nella consapevolezza che le organizzazioni progettano sistemi che riflettono il loro modello di comunicazione, e viceversa.

Agile Business Day è stata una conferenza molto partecipata.
Agile Business Day è stata una conferenza molto partecipata.

Accanto a questi aspetti tecnologici, disponiamo oggi di metodi che non si fermano a Scrum e Kanban ma che consentono di affrontare e comprendere aspetti particolari dell’organizzazione (Impact Mapping, Event Storming, etc.).

 

Benvenuta complessità

Rendere più digeribile alle grandi aziende l’Agile è possibile, a patto di una presa di coscienza inerente la complessità: la sfida di oggi sta nel conciliare autonomia dei team di lavoro e l’allineamento agli obiettivi dell’organizzazione, nel tenere insieme asset e persone senza che i primi prevalgano sulle seconde, nel creare modelli organizzativi nuovi che vadano oltre la gerarchia dell’organigramma e si concretizzino in realtà come quelle sperimentate ad esempio in Spotify.

Flusso, complessità e persone al centro di ciò che oggi definiamo come Agile. Il keynote del pomeriggio ha toccato questo e molti altri temi.
Flusso, complessità e persone al centro di ciò che oggi definiamo come Agile. Il keynote del pomeriggio ha toccato questo e molti altri temi.

Come ben illustrato nel keynote del pomeriggio, occorre che il Movimento Agile continui nella sua riflessione e nella sua crescita: l’economia della creatività non è solo sviluppo software, gli integralismi metodologici che a volte si vedono — e che sono un po’ la negazione dei principi dell’Agile — vanno rifuggiti, e occorre prendere atto che anche il Manifesto Agile, e certe scelte che ne sono conseguite, affondano le sue radici in una realtà industriale e tecnologica di venti anni fa, che ha subito mutazioni, anche drastiche. “Rispondere al cambiamento più che seguire un piano” insomma, resta uno dei principi agili da non dimenticare mai.

 

Agile for the masses

Bella giornata, molto piena, ricca di spunti. Siamo in un momento in cui metodologie e principi Agile non sono più materia esoterica per “circoli carbonari” — e anche le numerose presenze all’#ABD16 lo dimostrano — ma non sono ancora il riferimento mainstream per chi fa impresa.

Occorre lavorare insieme affinché sempre più organizzazioni conoscano principi e metodi Lean / Agile — tra i presenti c’erano persone al primo impatto con certe tematiche, e questo è un gran bene — e riconoscano in essi la possibilità di fare business proficuo, sostenibile e senza spreco. Eventi come Agile Business Day devono servire a questo.