Amici di #Play14 – Intervista con Marco Matera

Un workshop in cui sperimentare, giocando, i vantaggi dell'approccio focalizzato alle soluzioni.

#Play14 è una unconference, e quindi il programma verrà stabilito direttamente dai partecipanti che saranno  libero di proporre contenuti e guidate lo svolgimento. 

Pur restando fedeli alla formula della unconference, in questa edizione di Milano 2017, vorremmo provare a spingere sul concetto di contaminazione culturale: per  questo abbiamo pensato di invitare persone con differenti background e competenze, ma tutti uniti dal concetto del gioco come strumento di lavoro. 

E’ nato il programma Amici di #Play14 con il quale stiamo coinvolgendo formatori, coach, agile coach, scrum master e agilisti di vario tipo, psicoterapeuti, esperti di UX, improvvisatori di teatro, musicisti e altro ancora.


 

Creatività e Soluzioni: quando il gioco crea concretezza

#play14 – In questa puntata di Amici di #Play14 presentiamo al nostro pubblico Marco Matera, che è un coach Solution Focused. Per prima cosa vorrei chiedere a Marco di presentarsi, in modo da farci raccontare in che cosa consiste il suo lavoro

Marco – Come coach sistemico e formatore ho sviluppato una mia integrazione di differenti metodologie creando un approccio che: permette di uscire dalla logica della lamentela per aumentare efficienza ed efficacia, facilita l’individuazione di soluzioni focalizzando l’attenzione su ciò che funziona, fa emergere e valorizza la distintività. Tutto questo, in ambito aziendale, ha come effetto una maggiore coesione dei team. Ciò che faccio è in sintesi aiutare le persone a essere presenti, capaci cioè di stare nell’Adesso, e in quello spazio di Presenza manifestarsi meglio.

Spesso, sebbene affermiamo di essere “sul pezzo” come si dice in Toscana, la nostra mente, il nostro corpo, le nostre aspettative ci portano altrove. Ad esempio lamentarsi è focalizzarsi sul problema anziché sulla soluzione. Quando usciamo dalla logica del problema per abbracciare quella della soluzione, o meglio dei vantaggi che la soluzione porta, la realtà si apre di fronte a noi con colori diversi.

Quando qualcuno parla di un suo problema, la prima cosa che fa è creare una cornice definendo così il contesto in cui il problema è inserito. La cornice crea di fatto un confine e più esploriamo il problema più il quadro che ne viene fuori avrà delle tinte più o meno forti.

Sarà il disegno di tutto ciò che non funziona, alimentando così la nostra tendenza alla lamentela e limitando l’accesso alle nostre risorse.

Occuparsi di soluzioni vuol dire valorizzare ciò che già sta funzionando, colorare un altro tipo di disegno attivando così risorse, idee, piccoli passi concreti da poter fare realmente, ma soprattutto si esce da un’immagine negativa, riscoprendo la capacità che abbiamo di immaginare, di percepire ciò che è meglio.

In altre parole il Solution Focus Approach rappresenta una chiave semplice per aprirsi alla creatività divertendosi. 

#play14 – Il gioco, o meglio il serious gaming come è legato alla tua attività professionale?

Marco – Come raccontavo nella scorsa edizione di play14 “Quando ci divertiamo la nostra mente si apre maggiormente”. Aprire la mente permette di guardare la realtà da diversi punti di vista. Già il lavoro a volte è di per sé pesante se poi rendiamo pesante anche la formazione…

Nei miei workshop utilizzo tantissimo il gioco come leva di apprendimento ma ancor di più una prerogativa del serious gaming.

Quando guardiamo dei bambini giocare ci possiamo rendere conto di quanto sono immersi nel gioco e come per loro sia “reale” in quel momento. Un ramo può diventare una spada, un fucile, il manubrio di una moto bellissima…

Loro giocano ma seriamente.

Ecco il serious gaming  per me è questo: riuscire a calarsi nella realtà con Presenza, permettendosi di uscire dai propri confini ed esplorare territori nuovi. Lasciarsi trasportare dalle metafore, permettersi di calarsi in realtà apparentemente differenti ma che ci possono far accendere lampadine.

La scorsa edizione del play14, ad esempio, ho presentato “le isole delle soluzioni” uno schema semplice per comprendere con una mappa l’Approccio Solution Focus (http://www.marcomatera.it/scheda.php?id=41) e Fabio Gariboldi l’ha poi utilizzata quest’anno in Lamborghini. 

#play14 – A questo punto la domanda sorge spontanea: cosa porterai al Play14? cosa avremo modo di vedere in azione?

Marco – Partecipare al Play14 l’anno scorso mi ha permesso di comprendere meglio l’atmosfera che si crea e tessere anche relazioni professionali. Lasciandomi toccare e ispirare ho sviluppato un gioco per far sperimentare le basi del Solution Focus e poter comprendere da subito il vantaggio di uscire dagli schemi del problema. Sarà un workshop molto interattivo e anche un po’ improvvisato così da rispondere al meglio al gruppo che parteciperà.

Poi dal play14 è partita anche una bella collaborazione con Fabio Gariboldi ed insieme a lui proporremo un lavoro sullo storytelling.

Il mio lavoro di coach è molto centrato sulla capacità di essere nel momento presente, una attitudine che uso anche nell’improvvisazione teatrale. E siccome ci piace giocare con Giovanni Politi abbiamo pensato di offrirvi un momento totalmente improvvisato, divertente e istruttivo in cui i partecipanti potranno esplorare le relazioni tra le figure del mondo agile .

#play14 – Hai voglia di concludere questa rapida chiacchierata con un messaggio ai nostri lettori (e speriamo anche partecipanti di #Play14?)

Marco – Partecipando alla scorsa edizione di play14  mi sono divertito, ho intessuto relazioni, ho stimolato la mia creatività, ho creato una partnership lavorativa.  Quindi anche quest’anno ai lettori auguro di alimentare la curiosità per guardare con occhi giocosi alle mille sfaccettature delle cose. Se invece penso ai possibili partecipanti #play14 posso dire che ci si diverte, si impara e ne possono nascere progetti lavorativi. Nel nostro lavoro le relazioni fanno la differenza. Ma quanti giorni mancano?

 

Marco Matera

Nato nel 1968, laureato in chimica industriale, parallelamente all’attività di chimico come dipendente in ARPAL dove curo il processo di assicurazione qualità, mi occupo di coaching sistemico e formazione manageriale.  Specializzato in Solution Focused Approach mi occupo di ricerca applicata. Dal 2008 sono relatore internazionale e nel 2009 il mio approccio è stato oggetto di tesi presso la facoltà di Facility Management dell’NHTV di Breda (NL). Insieme a R. Benardon ho curato per Franco Angeli il testo “Punta alla Soluzione” edizione italiana del testo inglese “The Solution Focus”.

“Le parole che maggiormente descrivono il mio approccio sono: Semplicità, Essenzialità e Presenza. Intorno a loro ruotano Bellezza, Abbondanza, Concretezza. Il miglior modo per descrivere il mio lavoro di formatore è la metafora del tagliatore di diamanti.  Il tagliatore non aggiunge nulla al diamante, solo elimina il superfluo per liberare il brillante che c’è dentro. Quindi non si tratta di cambiare, ma sostenere le persone a liberarsi di ciò che non serve per far si che possano vedere il proprio diamante e manifestarlo. Il mio lavoro è rendere capaci le persone di vedere il proprio ed i diamanti negli altri. Tutto questo crea maggior serenità, rispetto, senso di appartenenza, senso di fiducia, relazioni serene e aperte.”