L’adozione di Agile nelle aziende: qualche considerazione su numeri e storie

Quante aziende hanno adottato principi e pratiche Agile in questi ultimi anni? Con quali risultati? Come misurarli? Ma, soprattutto… che cosa significa “adottare Agile”? In questo post facciamo qualche considerazione al riguardo.

Dare i numeri

“Se si vuol capire qualcosa, occorre anzitutto misurarla”. I numeri quindi, come primo dato oggettivo in grado di definire gli elementi di un quadro.

“Se si vuol capire una realtà, occorre ascoltare cosa essa racconta: cosa ne dice chi ci sta dentro e chi la vede da fuori”. Le storie — nel senso di narrazione — come passepartout per comprendere la “vita” del nostro oggetto di ricerca, magari inserito in un più ampio contesto.

Più che di una dicotomia, si tratta di due facce della stessa medaglia.

Da un lato, i numeri in sé — posto che siano autentici e affidabili — appaiono oggettivi e incontestabili; ma occorre saper scegliere quali “contare”, come correlarli e che elemento essi misurano.

Dall’altro le storie  — quando non siano artificiosamente costruite in propaganda — contribuiscono ad arricchire la dimensione qualitativa della comprensione e sono spesso di facile memorizzazione.

 

Quali numeri?

Se è vero che si continua a misurare con un numero come il Prodotto Interno Lordo la crescita economica di uno Stato, è altrettanto vero che si tratta di un numero in grado di restituirci solo una dimensione parziale dell’andamento generale delle cose e non l’intero contesto. Più di cinquant’anni facome lo faceva già rilevare Robert Kennedy in uno storico discorso.

E se individuare relazioni tra numeri e realtà complessa è un passo importante per la comprensione di ogni fenomeno, non bisogna cadere nella trappola delle correlazioni fallaci che potrebbero essere semplicisticamente individuate, e che sono diventate l’oggetto di un divertente sito e del libro ad esso correlato…

Questa premessa “metodologica”, comunque, vuole mettere in guardia da facili conclusioni, ma non intende certo criticare il valore e l’importanza dei numeri e delle misurazioni: quando fatto con criterio e serietà, misurare certe grandezze non può che aiutare a comprendere e a gestire meglio la complessità della realtà; sono stati scritti al proposito molti ottimi testi come il recente Measure what Matters di John Doerr.

 

Un po’ di “sondaggi” sull’adozione di Agile

E allora vediamo qualche numero relativo all’adozione di principi e, soprattutto, pratiche agili all’interno delle aziende. Più avanti riporteremo le nostre considerazioni su cosa poi si intenda per “adozione”, ma intanto partiamo da un paio di report realizzati negli ultimi anni per valutare l’impatto delle pratiche agili nello sviluppo e nelle IT Operations in aziende di dimensioni sufficientemente grandi.

 

Nuove occasioni di business e maggiore produttività

Una prima infografica riassume i risultati di una ricerca condotta nel 2016 da Coleman Parkes Researches intervistando 1770 professionisti dell’ambito IT provenienti da svariati settori e da 21 nazioni diverse (per l’area EMEA: Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito, Sud Africa, Spagna, Svezia, Svizzera).

L’intento del “sondaggio” era di comprendere come l’impiego di metodi Agile e pratiche DevOps avessero un impatto sui programmi di trasformazione digitale e sui parametri di business delle aziende intervistate.

Pur con tutti i limiti della tipologia di ricerca — gli intervistati possono avere la tendenza a sovrastimare livello di adozione e impatto sul business dell’approccio Agile — ne è emerso un quadro in cui appaiono chiari i benefici che Agile e DevOps apportano sul piano della crescita delle nuove opportunità di business (il 44% degli intervistati afferma che sono aumentate con Agile, il 48% sostiene che sono aumentate grazie a DevOps) e nella produttività del lavoro (50% con Agile, 49% con DevOps).

Appare poi interessante come l’approccio Agile venga percepito utile non solo per lo specifico settore IT, ma anche per attività quali il marketing, (54%) le vendite (52%) e l’assistenza clienti (53%).

 

Agile e DevOps per l’eccellenza tecnica e strategica

Da una seconda ricerca, condotta da Freeform Dynamics, pubblicata quest’anno e intitolata How Agile and DevOps enable digital readiness and transformation, risulta che le aziende che adottano metodi di sviluppo Agile e pratiche DevOps traggono importanti benefici per quanto riguarda la crescita del fatturato e una migliore condivisione degli obiettivi strategici di business nell’intera organizzazione.

Tale sondaggio è stato condotto nel 2017 su un campione di 1279 professionisti senior dei dipartimenti IT e business di aziende con almeno 1000 impiegati, distribuite su 15 nazioni (tra cui l’Italia). I settori industriali interessati sono variegati: manifattura, servizi finanziari, telecomunicazioni, commercio, sanità, trasporti/logistica, energia, pubblica amministrazione.

Un primo risultato “numerico” è che solo una ridotta percentuale (il 18%) di professionisti/aziende può essere considerata “transitata” in una mentalità pienamente Agile — e di questo diremo ancora qualcosa più avanti — mentre i 4/5 del campione hanno solo un’adozione parziale di principi e pratiche agili, magari limitate a un determinato progetto pilota o solo a certi team.

Nel rapporto, i primi vengono definiti Agility Masters in base all’ampiezza, alla profondità e alla coerenza nell’utilizzo di metodi agili e pratiche DevOps. I restanti 4/5 sono definiti Mainstream e, come detto, presentano un livello medio di adozione.

Se si fa riferimento solo agli Agility Masters, il 60% di questi dichiara che la propria azienda ha ottenuto un significativo aumento di ricavi e profitti in seguito all’introduzione dell’agilità; ma va anche detto che lo studio, molto correttamente, mette in guardia dal fare correlazioni troppo semplicistiche tra agilità e aumento dei profitti, sui cui potrebbero pesare anche altri fattori non presi in considerazione nel sondaggio. Ad ogni modo, un certo rapporto tra le due componenti, almeno in alcuni casi, può essere ragionevolmente sostenuto.

Un’altra serie di informazioni, piuttosto interessante per noi, è riscontrabile nei dati disaggregati relativi alle sole aziende italiane. Colpisce soprattutto la visione positiva che gli intervistati dichiarano di avere nei confronti dei metodologie Agile: l’87% di essi ritiene che l’adozione di metodi Agile contribuisca già o contribuirà a ridurre i costi dell IT; l’86% vede Agile come un acceleratore dell’innovazione e del time-to-market; l’80% pensa che ne derivi o deriverà un miglioramento della customer experience. Sono dati particolarmente alti, in molti casi superiori a quelli riscontrati in altre nazioni europee.

 

Valore e limite di certi numeri

E chiaro che rapporti come quelli citati hanno degli evidenti limiti e degli squilibri: sono anzitutto delle “autovalutazioni” che, per quanto sincere, presentano un bias soggettivo; e a dichiararlo molto onestamente, in particolare per quanto riguarda le aziende italiane, è proprio il Senior Account Executive di CA Technologies, l’azienda che ha commissionato entrambi gli studi.

Ciò nonostante, accanto a certi limiti e alla difficoltà di una adozione globale dell’Agilità nelle aziende, emerge chiaramente come l’interesse per questi temi stia finalmente assumendo una dimensione ampia anche in ambiti che tradizionalmente non li affrontavano ancora solo qualche anno fa: e per rendersene conto, basta leggere i contenuti di un corso di project management tenuto presso una conosciuta business school

 

Ma che significa “adozione”?

Resta inteso che, pur con tutti i numeri che si possono raccogliere, per misurare una “grandezza” dobbiamo metterci d’accordo su cosa essa rappresenti: in questo caso, che cosa significa “adozione”? Misurare quanto si usi Scrum o DevOps in un’azienda è importante e significativo, ma non è il solo elemento da considerare per parlare di adozione di Agile.

Il tema è complesso e di certo non possiamo trattarlo diffusamente in chiusura di questo articolo. Però, come suggeriva il nostro Giulio Roggero in un suo sintetico post su Linkedin, non bisogna confondere Agile con avere i Post-it appesi…

Agile è sì infrastruttura metodologica (Scrum in primis) ma — come peraltro fatto notare dagli estensori delle ricerche citate — è principi, pratiche, persone, visione, comunicazione, mentalità e tanto altro. È quanto cerchiamo di trasmettere nel nostro modello operativo di coaching. È una considerazione cui fare sempre riferimento nel nostro lavoro quotidiano. È un argomento su cui torneremo.