Ulteriori considerazioni sull’adozione di Agile nelle aziende italiane

Torniamo a parlare di numeri riguardanti l’adozione di Agile nelle aziende, partendo dai dati di una ricerca condotta dall’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano

Qualche dato in più

In un post di qualche mese fa, ci eravamo occupati dell’adozione di Agile nelle aziende, presentando un paio di ricerche che fornivano un inquadramento “quantitativo” ad alcuni aspetti relativi alla penetrazione di principi e, soprattutto, pratiche agili all’interno di aziende di varie aree del mondo, tra cui l’Italia.

Non avevamo nascosto i limiti che certi tipi di ricerca si portano dietro, e che erano principalmente tre:

  • la difficoltà di definire esattamente cosa significhi “adozione di Agile”, ricordando che non basta la diffusione di certe pratiche in qualche gruppo di sviluppo dell’azienda ad attestare una completa adesione ai principi Agile, e una trasformazione della mentalità dell’organizzazione in tal senso;
  • la cautela che va mantenuta nei confronti dei numeri, importantissimi, ma sempre da valutare in modo contestualizzato;
  • il bias descrittivo del livello di adozione di agile, dal momento che erano le aziende stesse a descrivere la propria situazione, e non si trattava di un qualche assessment effettuato esternamente sulla base di criteri oggettivi e standardizzati.

Pur con queste premesse, veniva comunque a delinearsi un quadro interessante: a poco a poco principi e pratiche Agile hanno trovato la loro strada nelle aziende, anche di grande dimensione, e i vantaggi in termini di miglioramento dei prodotti e dei processi apparivano chiari agli attori coinvolti, specialmente laddove fossero applicate anche pratiche tecniche di eccellenza.

 

La ricerca dell’Osservatorio Cloud Transformation

A quanto detto nel blog post citato sopra, si aggiunge adesso l’ulteriore serie di dati e riflessioni presentata recentemente: Cloud Transformation: evolvere con le nuvole verso l’organizzazione agile. L’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, infatti, ha illustrato i risultati di tale ricerca in un recente convegno.

Anche qui, prima di una discussione, occorrono alcune precisazioni:

  • la ricerca è in gran parte dedicata alle tecnologie Cloud e ai nuovi processi organizzativi ad esse legate come fattori di innovazione digitale, ma tratta anche l’aspetto delle pratiche agili;
  • non si è trattato di un “censimento nazionale” volto a misurare la penetrazione assoluta dell’agilità in tutte le aziende italiane, quanto piuttosto di una ricerca che, a partire dalle aziende che hanno aderito, mira a capire quale adozione l’Agile ha in quelle aziende e quali comportamenti conseguenti porta con sé.

Il fatto di essere incentrata specificamente su aziende italiane fa dei risultati di questa ricerca un documento un po’ diverso da altri report magari focalizzati solo sull’agilità, ma meno calati nel contesto a noi culturalmente più vicino.

 

Un quadro generale

Come anticipato, la ricerca Cloud Transformation: evolvere con le nuvole verso l’organizzazione agile si è concentrata sull’adozione delle tecnologie cloud e dei processi a queste legati. Ma una delle considerazioni che vengono riportate fin dall’introduzione dello studio porta direttamente in primo piano l’importanza dell’agilità.

Oggi le imprese adottano i servizi Cloud per rendere il proprio Sistema Informativo una leva per la trasformazione del business nel suo complesso. Nell’era del digitale, questa agilità non può essere solo tecnologica, è importante intraprendere un percorso verso nuove modalità di lavoro che rendano l’organizzazione in grado di rispondere ai cambiamenti di mercato in modo rapido ed efficace.

Nei paragrafi che seguono ci limiteremo ad analizzare  alcuni dati che emergono a riguardo dell’Agilità.

 

La metodologia

La ricerca ha inteso identificare il percorso di Agile Transformation intrapreso da aziende italiane: si capisce quindi come, almeno in questo caso, il termine Agile sia inteso nella sua accezione più ampia, quella che va a impattare sull’intera organizzazione, sui suoi processi e, soprattutto, sulla sua cultura.

Attraverso il confronto con 80 manager di tali aziende, si è cercato di raccogliere una serie di best practices per l’adozione di queste metodologie. Si tratta di responsabili dei sistemi informativi (CIO) e IT Manager di aziende di grandi dimensioni e di Pubbliche Amministrazioni nonché di responsabili IT di piccole e medie aziende.

A questi professionisti sono è stato proposto un survey online sulle modalità di gestione Agile dei progetti digitali, dal punto di vista della Direzione IT, del business e della gestione delle relazioni con i fornitori. Ma non ci si è fermati qui: i risultati di tali questionari sono stati discussi nel corso di tre workshop, approfondendo i dati numerici e cercando di approfondire i percorsi di Agile Transformation da un punto di vista tecnologico e organizzativo.

Figura 1 – Il campione di indagine del sondaggio. Immagine: Copyright 2018 © Politecnico di Milano – Dipartimento di Ingegneria Gestionale.
Figura 1 – Il campione di indagine del sondaggio. Immagine: Copyright 2018 © Politecnico di Milano – Dipartimento di Ingegneria Gestionale.

 

Quanto alla ripartizione dei settori produttivi, le 103 risposte ottenute sono risultate così suddivise

  • 34% servizi alle aziende
  • 20% manifatturiero
  • 15% finance
  • 14% pubblica amministrazione e sanità
  • 10% utility
  • 5% retail e grande distribuzione organizzata
  • 2% a telco e media

 

I risultati

Tutto lo studio parte dalla constatazione che le maggiori aziende del mondo per capitalizzazione appartengono al settore del digitale e che

nel 2018, ancor più che negli anni precedenti, la trasformazione digitale ha impattato in maniera profonda tutti i settori economici.

In questo panorama, alcuni principi chiave dell’approccio agile — rispondere al cambiamento, creare valore di business, miglioramento continuo — si sono fatti strada nell’ambito aziendale, e questo spesso è avvenuto a partire dai dipartimenti IT che hanno adottato metodologie di sviluppo agile del software già da alcuni anni, ma si è ora traferito in altre direzioni aziendali, quali la progettazione e il marketing.

 

Percentuali e tempi di adozione

L’aspetto molto interessante di questo studio è che accanto alle percentuali di adozione di una qualche metodologia agile (il 68% delle aziende del survey impiega, almeno in parte, pratiche di sviluppo agile) si è andati a guardare da quanto tempo ciò avviene. E qui i dati aggregati confermano quanto molti professionisti sanno già: l’introduzione delle metodologie Agile nelle aziende italiane è questione relativamente recente, come dimostra il 71% delle aziende che ha cominciato ad adottarle da meno di 2 anni.

Figura 2 – Percentuali di adozione dell’agilità e tempo trascorso dalla prima introduzione di metodologie agili in azienda. Immagine: Copyright 2018 © Politecnico di Milano – Dipartimento di Ingegneria Gestionale.

 

Motivazioni per l’adozione

Non va sottovalutato il fatto che l’Agile, anche in Italia, sempre più frequentemente stia trovando applicazione anche oltre l’ambito IT: nel 36% delle aziende del campione esistono iniziative Agile che non prevedono il coinvolgimento della funzione IT.

Le motivazioni addotte per l’adozione di Agile sono svariate, ma spiccano la maggiore flessibilità alle richieste di modifica, la migliore capacità di adattamento ai cambiamenti del mercato, l’aumento dell’efficienza operativa.

Figura 3 – Le motivazioni addotte per l’adozione dell’Agile. Immagine: Copyright 2018 © Politecnico di Milano – Dipartimento di Ingegneria Gestionale.
Figura 3 – Le motivazioni addotte per l’adozione dell’Agile. Immagine: Copyright 2018 © Politecnico di Milano – Dipartimento di Ingegneria Gestionale.

 

Problematiche interne

Non mancano anche alcune problematiche legate all’implementazione dell’agilità all’interno delle aziende. Tra quelle legate alla struttura interna e ai processi ad essa collegati, si segnala in particolare la difficile gestione delle risorse coinvolte in progetti Agile ma allocate su più progetti (segnalata dal 44% delle aziende).

Figura 4 – Problematiche interne che impattano sull’agilità. Pur risultando solo terza, anche l’inadeguatezza dei sistemi informativi è considerata importante. Immagine: Copyright 2018 © Politecnico di Milano – Dipartimento di Ingegneria Gestionale.
Figura 4 – Problematiche interne che impattano sull’agilità. Pur risultando solo terza, anche l’inadeguatezza dei sistemi informativi è considerata importante. Immagine: Copyright 2018 © Politecnico di Milano – Dipartimento di Ingegneria Gestionale.

 

Problematiche esterne

Non sono solo gli aspetti legati all’organizzazione e ai processi a creare delle problematiche nella piena implementazione dell’agilità in azienda. Anche per quanto riguarda il rapporto con i fornitori e la gestione del portafoglio progetti si evidenziano delle criticità legate alla gestione rigida del budget annuale o pluriennale e a processi di procurement eccessivamente complessi e burocratici.

Figura 5 – Le principali problematiche connesse con i processi di acquisto e la gestione dei fornitori. Immagine: Copyright 2018 © Politecnico di Milano – Dipartimento di Ingegneria Gestionale.
Figura 5 – Le principali problematiche connesse con i processi di acquisto e la gestione dei fornitori. Immagine: Copyright 2018 © Politecnico di Milano – Dipartimento di Ingegneria Gestionale.

 

Solo l’emergere di una cultura Agile anche a livello business potrà rappresentare una soluzione a questo tipo di problemi. A fronte di un 73% delle aziende consapevole di quanto sia importante modificare le modalità con cui si individuano i fornitori, solo il 23% del campione ha già percorso questa strada in maniera compiuta.

 

Dall’IT all’intera azienda

Nei tavoli di discussione seguiti al survey è stato possibile migliorare in senso qualitativo i dati emersi dalla prima fase delle interviste. Qui è emersa l’esigenza comune di un cambio di mentalità per superare le resistenze che si possono trovare all’interno delle direzioni interessate dal cambiamento. Cambiamento che necessita di attività di formazione molto pratica sul campo.

Figura 6 – Un cambiamento di cultura aziendale, un modello organizzativo non più legato al command & control, una visione globale in cui l’agilità pervade l’intera organizzazione rappresentano obiettivi impegnativi ma abilitanti. Immagine: Copyright 2018 © Politecnico di Milano – Dipartimento di Ingegneria Gestionale.
Figura 6 – Un cambiamento di cultura aziendale, un modello organizzativo non più legato al command & control, una visione globale in cui l’agilità pervade l’intera organizzazione rappresentano obiettivi impegnativi ma abilitanti. Immagine: Copyright 2018 © Politecnico di Milano – Dipartimento di Ingegneria Gestionale.

 

Un primo passo

Abbiamo premesso come i risultati della ricerca Cloud Transformation: evolvere con le nuvole verso l’organizzazione agile non vadano intesi come il resoconto definitivo sull’adozione dell’agilità nel panorama aziendale italiano.

Pur con tutte le cautele del caso, però, si tratta di un interessante primo passo, che tenta di scattare una fotografia e cattura una realtà in evoluzione: si inizia a vedere nelle grandi aziende italiane una prima significativa adozione dell’approccio Agile, destinata a evolversi e a crescere nei prossimi anni.