Agile for Innovation – L’agile, il manager, la piattaforma

In questo e nei prossimi post, presenteremo brevemente i nostri interventi all'Agile for Innovation del 14 marzo prossimo

Agilità, innovazione, azienda

Si è cominciato a parlare di “agile” ormai quasi venti anni fa a proposito di sviluppo agile del software. Ma, negli ultimi anni, l’ambito di applicazione dei principi e delle pratiche ispirate al pensiero Lean/Agile si è sempre più allargato, fino a coinvolgere l’intera organizzazione aziendale. 
Agile for Innovation rappresenta un momento di riflessione e crescita dedicato ai temi dell’innovazione nelle aziende, declinata sulla base dell’agilità. #A4I2019 è conferenza di un giorno che rientra nell’ambito degli eventi promossi dall’Italian Agile Movement. L’appuntamento è per giovedì 14 marzo a Milano. 
In questo e in alcuni prossimi post presenteremo brevemente gli interventi dei Reloaders che proporranno contenuti inerenti il tema “piattaforma” che quest’anno è al centro dell’Agile for Innovation.
 

L’agile, il manager, la piattaforma

Proprio a un orizzonte “allargato” di agile fa riferimento il talk di Giovanni Puliti e Stefania Calamai: al centro dell’intervento, fin dal titolo, stanno l’agilità, la figura del manager e il concetto di piattaforma.
Stefania Calamai e Giovanni Puliti presenteranno il talk "L'Agile, il manager, la piattaforma".
Stefania Calamai e Giovanni Puliti presenteranno il talk “L’Agile, il manager, la piattaforma”.

 

Agile in organizzazioni complesse

È vero che il tema della complessità dei sistemi e delle organizzazioni è stato affrontato a più riprese, da più autori e in tempi anche precedenti alla grande diffusione dei metodi agili: si pensi a La quinta disciplina di Peter Senge… solo per citare un titolo che resta fondamentale a quasi trent’anni dalla pubblicazione della prima edizione.
Ed è vero che l’immagine dei quattro quadranti del modello interpretativo Cynefin è stata quasi un obbligo in ogni talk da qualche anno a questa parte, a rimarcare l’importanza del concetto di complessità in ogni considerazione inerente a trasformazioni agili, organizzazione di gruppi di lavoro, superamento di silos e divisioni e così via.
Ma, di fatto, un conto è studiare o sentirsi raccontare la complessità… un conto è viverla in prima persona, in una grandissima organizzazione, nello svolgimento della propria professione di Agile Coach. E proprio da questo i nostri due Reloaders cercheranno di partire: obiettivi che sembrano ridefinirsi e rimescolarsi, molteplici linee di sviluppo che vanno allineate, dev team da coordinare e aiutare a migliorarsi continuamente. Un quadro generale di complessità che può confondere, ma che va affrontato.
  

Il ruolo del manager

Che si trattasse di un auspicio o di una pia illusione, il “superamento” della figura del manager è stato un argomento ascoltato tante volte, specie a proposito delle metodologie agili di sviluppo del software. E, in effetti, nei team di sviluppo Scrum, il “manager classico” non esiste. 
Ciò non toglie però che, all’interno delle organizzazioni complesse, la figura del manager continua a esistere e non scomparirà certo nel futuro. Ciò che magari cambia in un’ottica agile è invece il ruolo del manager, il modo in cui svolge i suoi compiti, l’approccio che ha nella partecipazione ai progetti, che non può più limitarsi solo alla gestione omologata di fogli di calcolo per contare tempi e costi.
Quali orizzonti si aprono per il manager in un’ottica agile? Quali competenze nuove servono per innovare anche questa figura? Che stile di leadership è possibile adottare? Sono tutti elementi da tenere in considerazione per ridefinire questo ruolo cruciale.
 

Strumenti e piattaforme

Continuiamo a ritenere importanti “Gli individui e le interazioni più che i processi e gli strumenti”. Ma sappiamo anche che processi e strumenti finiscono per influenzare, con la loro struttura, il modo in cui gli individui pensano e interagiscono fra loro. Per questo è importante capire quali strumenti usare e il modo in cui farlo, per creare prodotti aperti e che possano evolvere. 
Ad esempio, il talk mostrerà come sia possibile, grazie all’Agile Portfolio Management, affrontare due aspetti fondamentali da gestire nella grandissima azienda e rispondere a due domande cruciali: a quali progetti/iniziative occorre dare la priorità? Qual è il gruppo di lavoro più adatto a seguire quel determinato progetto? Nel corso del talk si vedrà come il portfolio — e la modalità con la quale lo si gestisce — favorisca la trasparenza e migliori il flusso delle informazioni.
In tal senso, il concetto di piattaforma è di grande supporto poiché essa diventa l’infrastruttura grazie alla quale le diverse parti in causa possono essere poste in uno stato continuo di interscambio su una dinamica di domanda e offerta. E, laddove si sia in presenza di tanti sottoprodotti, coordinarli con il portfolio — o stream di progetto — può risultare cruciale. 
 

Strategie concrete

Ci sarà anche spazio per la misurazione del valore — cercando di illustrare cosa voglia dire concretamente “misurare” — e per parlare di strategie per il rilascio incrementale
Quelli illustrati in questo post sono, in linea di massima, i temi che saranno affrontati. Il taglio dell’intervento cercherà di raccontare le strategie concrete che sono state applicate in una situazione reale, per contribuire alla crescita dell’azienda, supportare l’applicazione dell’agilità, sviluppare una piattaforma.