Reloaded Camp 2019

Una giornata per confrontarsi e crescere

Tradizione consolidata

Anche per quest’anno abbiamo organizzato il Reloaded Camp, la giornata dedicata alle aziende e alle realtà professionali che hanno usufruito dei servizi di coaching e formazione di Agile Reloaded.

E così, lo scorso 27 marzo, è andato in scena il nostro evento che quest’anno ha visto qualche novità per quanto riguarda la formula, a partire dal coinvolgimento delle aziende che con Agile Reloaded hanno una stretta partnership, ossia Intré e Mia-Platform.

Lo scopo di questo incontro con i nostri clienti passati e presenti è stato, al solito, quello di fare il punto su ciò che è successo, valutare gli effetti delle iniziative intraprese, presentare le novità in ambito organizzativo, tecnologico e metodologico che fanno parte dell’offerta di Agile Reloaded e riflettere insieme con una formula collaborativa.

 

Resta forte il concetto di rifarsi sempre alle origini, per ricaricarsi e rinnovarsi restando fedeli al Manifesto Agile che ha accompagnato lo scorrere della giornata.

 

Le attività

Nel keynote di apertura, Marco Calzolari (CEO di Agile Reloaded) ha richiamato l’incipit del Manifesto — “Stiamo scoprendo modi migliori di creare software” — e ha sottolineato come, insieme, stiamo scoprendo la nostra “differenza”, quello che ci ha dato energia all’inizio della nostra avventura e che continua a caratterizzarci nel comunicare, applicare e far evolvere il concetto di Agile.

Inoltre ha raccontato quanto appreso nel corso del 2018, offrendo ai partecipanti utili spunti di riflessione per quello che sarebbe stato il workshop del pomeriggio.

La mattinata è continuata con due sessioni in parallelo, quella tecnica e quella business, in piena assonanza con il principio del Manifesto che ci ricorda come “Committenti e sviluppatori devono lavorare insieme quotidianamente per tutta la durata del progetto“.

 

Le sessioni del mattino: tech

Il filone “tech” è stato aperto da Ferdinando Santacroce, sviluppatore dalla pluriennale esperienza e ora agile coach, che ha illustrato come i buoni principi di programmazione, appresi e applicati nel corso degli anni, possono abilitare la crescita del team e delle persone che lo compongono.

A seguire, Francesco Sacchi, sviluppatore di Intré, ha raccontato chi è e che cosa fa uno sviluppatore che genera valore. Aiutando la platea a ragionare sulle attività che quotidianamente vengono effettuate e sul valore che esse portano — o, in certi casi, non portano — ha offerto utili consigli su come ottenere il massimo dalle giornate lavorative.

Per concludere questa sessione, Davide Tantillo e Francesco Burelli, sviluppatori di Mia-Platform, hanno spiegato come dominare la complessità di molteplici microservizi che scalano, grazie all’esperienza e all’adozione di buone pratiche tecniche, .

 

Le sessioni del mattino: management

Nel filone manageriale, il primo intervento è stato quello di Giovanni Puliti, che ha ripreso il tema dello scorso anno e ha continuato a volgere il suo sguardo verso i manager “agili”. Il miglioramento continuo, la trasparenza e l’auto-organizzazione devono passare attraverso strategie concrete, Portfolio Management e misurazioni sul ciclo di vita del prodotto.

Il cruciale tema delle piattaforme digitali è stato affrontato da Giulio Roggero, socio fondatore e attualmente advisor di Agile Reloaded, tra i massimi conoscitori dell’argomento. Le aziende devono cominciare a guardare alle API non più come a un semplice strumento ma come al cuore del proprio prodotto digitale: API as a Product è l’approccio culturale che definisce la strategia di un business realmente agile.

 

La mattinata si è completata con gli interventi di Fabio Gariboldi e Pino Decandia. Il primo, in una modifica del design sprint, ha portato un caso reale di introduzione dal basso di una politica di compensation; questo approccio all’HR è riuscito a generare un modello riutilizzabile in contesti business per ottenere significativi cambiamenti organizzativi già in cinque giorni.

Pino Decandia si è concentrato sulla definizione del termine agile e su come questa possa portare ad aspettative non allineate tra management e team. Alcuni effetti del disallineamento si vedono nelle richieste di tempi e di consegne non coerenti con le effettive capacità dei team e nella mancata presenza degli stakeholder negli eventi del processo a cui sarebbe bene che partecipassero. Ancora una volta, il richiamo al Manifesto è nitido, non solo ai principi già ricordati sopra, ma anche a quello che suggerisce che “Una conversazione faccia a faccia è il modo più efficiente e più efficace per comunicare con il team e all’interno del team”.

 

Un pomeriggio collaborativo

Dopo pranzo, il Reloaded Camp è ripreso con un workshop che ha impegnato i partecipanti per tutto il pomeriggio.

I reloaders Davide Tarasconi e Antonio Fazio hanno illustrato ai presenti un modello di facilitazione chiamata Ecocycle Workshop – Apprendimento ed evoluzione. La funzione dell’ecocycle era di aiutare la platea — suddivisa in gruppi di lavoro ai diversi tavoli — a far emergere gli apprendimenti dell’ultimo anno, anche richiamando il keynote di apertura.

 

Il ciclo di vita di una pianta ha inizio con la semina, passa attraverso le fasi di crescita e di maturità, per terminare con la morte che diviene energia vitale per nuove piante. Partendo da questa metafora e con l’utilizzo di uno schema grafico che sintetizza il processo, è stato chiesto a tutti di ragionare su cosa si stia iniziando a imparare in quanto individui e come organizzazioni, su cosa è stato imparato che sta già dando i frutti, su cosa si è imparato talmente bene che si è oramai pronti a insegnarlo, e su cosa invece bisogna dis-imparare per non fossilizzarsi.

 

Una giornata per confrontarsi e crescere

Sono alcuni anni che organizziamo il Reloaded Camp: lo riteniamo un momento importante per la nostra azienda. La presenza di numerosi partecipanti, molti dei quali per la prima volta, ha rappresentato un buon punto di partenza per riflettere e dialogare, al di fuori del consueto ambito lavorativo. 

Ci ha fatto piacere vedere le persone discutereconfrontarsi ai tavoli, al di là delle appartenenze di ruolo o di azienda, in un’ottica di miglioramento continuo. Ci auguriamo di aver dato il nostro contributo, e usciamo ancor più rafforzati nella nostra convinzione che eccellenza tecnica e centralità delle persone devono andare di pari passo per creare organizzazioni che apprendono e creano valore.